II dono della vita tra «communitas» e «immunitas»
Roberto Esposito

1. Vorrei partire dalle due categorie alle quali da tempo sto lavorando, vale a dire quelle di «comunita» e di «immunita». Si tratta di due categorie, di due concetti, di due termini legati da un rapporto fatto insieme di contrasto e di indissolubilità, di indissolubilità contrastiva, fuori dal quale ciascuno di essi finisce per perdere la sua significazione piú pregnante. Partiamo da quello di comunità. Ciò che è risultato dalle mie ricerche è un vero e proprio ribaltamento della sua definizione corrente nel dibattito filosofico novecentesco. Mentre, infatti, tutte le filosofie comunitarie e neocomunitarie, di matrice tedesca o anglosassone, legano l’idea di comunità a quella di appartenenza, di identità e di proprietà - la comunità come ciò che identifica qualcuno con il proprio gruppo etnico, con la propria terra, con la propria lingua - il concetto originario di comunità ha un significato radicalmente differente. Basta, del resto, aprire un dizionario per sapere che «comune» è esattamente il contrario di «proprio»: è comune ciò che non è proprio, né appropriable da parte di qualcuno; che è di tutti, o quantomeno di molti e dunque che non si rapporta alio stesso, ma all’altro.

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