Sitesize

Joan Vila-Puig y Elvira Pujol Masip
www.sitesize.net

Sitesize è una creazione di Joan Vila-Puig ed Elvira Pujol Masip realizzata nel 2002, una piattaforma che propone e sviluppa progetti collaborativi di diversa natura con un comune denominatore: affondare le proprie radici nelle tensioni economiche, geografiche e identitarie che colpiscono i nuovi spazi urbani contemporanei. Sitesize ha concentrato il proprio lavoro nella regione metropolitana di Barcellona, un campo di studio particolarmente intenso, dove proliferano le problematiche derivanti dall’indefinitezza produttiva, dalla riconfigurazione cartografica permanente e da certe sottocolture che traumatizzano la stessa memoria sociale del territorio. In tal senso, le azioni promosse da Sitesize utilizzano una metodologia di interlocuzione immediata, basata sulla visualità, la rappresentazione territoriale e lo sviluppo degli elementi di coesione comunitaria. Quindi, attraverso il processo propositivo, si rafforzano quelle azioni di produzione culturale autonoma che si manifestano in uno spazio sociale concreto, contribuendo così ad adeguare, identificare e trasformare tanto le dinamiche dell’azione, quanto i luoghi dove esse si producono.

A causa della varietà dei registri e dei toni delle proposte, il lavoro di Sitesize si articola prendendo come punto di partenza diverse linee di realizzazione che, in qualche modo, esplorano paradossi urbani di varia natura e che, di conseguenza, esigono strategie di analisi altrettanto varie. In primo luogo troviamo un’intera serie di proposte che indagano in maniera critica sui meccanismi di costruzione di alcuni stereotipi identitari, i quali a volte celano immaginari collettivi che permangono occulti oppure rappresentazioni alternative che restano relegate nell’invisibilità. In questo senso è necessario distinguere quattro progetti che prospettano, ciascuno a proprio modo, una riconsiderazione delle forme dalle quali si configurano le narrazioni cittadine. Poble9, transformación local [Poble9, trasformazione locale] (2003), è un’opera di esplorazione e documentazione audiovisiva delle trasformazioni del quartiere barcellonese di Poblenou, in cui sono state raccolte le testimonianze delle persone, dei collettivi e degli attori sociali coinvolti nei diversi processi di cambiamento subiti da quest’area urbana. Sempre in questa direzione può collocarsi il progetto espositivo VALLS-T (2003), che riflette sull’identità territoriale della città di Valls (Tarragona) dal punto di vista turistico prendendo come spunto le sue peculiarità morfologiche, i suoi valori culturali e le sue risorse economiche. Riu Ripoll (2002-03) è articolato sotto forma di duplice proposta: il sito Web www.riuripoll.net e il laboratorio: TAO RIU RIPOLL – Sabadell, Oficina temporalmente autónoma [Impresa temporaneamente autonoma]. Come i lavori precedenti, imposta un esercizio di rappresentazione, un “auditing referenziale” – secondo Sitesize – dello spazio del fiume Ripoll nel suo passaggio attraverso la città di Sabadell (Barcellona). Infine, all’interno di questa stessa linea di analisi troviamo Pasaje Chile_Calle Barcelona. Imaginarios cruzados [Pasaje Chile_Calle Barcelona. Immaginari incrociati] (2007-08), un progetto in cui vengono affrontati i processi di recupero della memoria sociale da parte dei rapporti ufficiali, sia a Barcellona che a Santiago del Cile, i quali non soltanto sono caratterizzati dall’eliminazione del contributo degli individui, ma si avvalgono anche di strategie di imposizione stranamente simili.

Un’altra e diversa direzione della traiettoria di Sitesize è rappresentata dalle proposte impostate come azioni collaborative, che basano il proprio sviluppo su intensi processi di dialogo, apprendimento comune e interrogazione collettiva. Forse uno dei lavori più significativi in questo senso è S.I.T. Manresa (2005), un servizio di interpretazione, ricerca e diffusione territoriale sulla crescita e l’espansione urbana della città di Manresa (Barcellona), nato con l’obiettivo di elaborare un dominio esteso di documentazione/diffusione sia della narrazione territoriale della città che il ruolo della città stessa rispetto ai comuni circostanti. In questa stessa linea si può collocare il progetto REGIÓN_metropolitana_CULTURAL_Comunitaria (2006), che si pone come obiettivo lo studio delle forme di definizione dello spazio sociale metropolitano a partire dalle proposte fatte da diverse comunità locali offerte come alternativa alla deterritorializzazione degli immaginari regionali e, allo stesso tempo, come paradigma di alcuni valori culturali di coesione. Per concludere vogliamo enfatizzare il ruolo del laboratorio denominato Ciudad Cooperativa [Città cooperativa] (2004), che aspira a rivitalizzare l’esperienza collettiva della città attraverso la riconsiderazione della potenza simbolica di determinati spazi urbani, oltre che il riconoscimento dei protagonisti locali e quotidiani ma anche dei cittadini illustri e ormai assenti.

Partecipando al progetto La comunidad inconfesable [La comunità inconfessabile] Sitesize aspira, in tal senso, a rivisitare tutti i progetti citati in precedenza ampliandoli con proposte pensate in maniera specifica per questo contesto e riordinandoli in base a due nuclei tematici distinti, uno denominato Narraciones metropolitanas [Narrazioni metropolitane], l’altro Aula permanente [Aula permanente].

Le narrazioni metropolitane potrebbero definirsi come un avvicinamento alle forme di creazione e partecipazione culturale che contribuiscono a definire lo spazio metropolitano. Quest’area concettuale riunisce, quindi, tutta una serie di opere che convergono sulle nozioni di Territorio y comunidad [Territorio e comunità] e che hanno come obiettivo la proposta di nuove geografie basate su forme collettive di pensiero e azione. A tal fine vengono presentate quattro diverse proposte: La Puerta del Infierno [La porta dell’inferno], una ricerca inedita che esplora la contrapposizione che si produce in determinati spazi urbani tra dinamiche di costume e dinamiche di vita, focalizzando l’analisi nella zona di Barberà del Vallès, nella periferia industriale di Barcellona; S.I.T. Manresa, che raccoglie le azioni di diffusione/costruzione dell’archivio del progetto nello spazio pubblico della città e recupera così lo spazio pubblico come luogo di dibattito sulle trasformazioni urbane di Manresa, dando particolare ascolto alle capacità delle comunità locali di produrre contenuti culturali; Un conservador de las cosas que se tiran [Colui che conserva le cose che si buttano], relazione sulla biografia dell’artista autodidatta Manuel Sánchez, il quale non soltanto personifica l’immaginario del fiume Ripoll che attraversa la città di Sabadell (Barcellona), ma rappresenta anche una sorta di modello esemplare dell’esperienza simbolizzata del territoriale; infine, un sito Web che aspira a trasformarsi in un contenitore di narrazioni metropolitane autonome.

In uno spazio semantico distinto, sebbene complementare, troviamo Aula permanente, un ambiente di lavoro ispirato alle teorie pedagogiche libertarie che si definisce come comunità di apprendimento ordinata intorno alla rilettura e alla ricomposizione delle attività delle scuole razionaliste, dei sindacati e degli atenei libertari in Catalogna. Il significato collettivo dei valori pedagogici permette di collegare proprio qui la costruzione comunitaria e il territorio su basi pedagogiche. In questo modo la pedagogia si trasforma in azione e in attività politica, poiché qualsiasi attività acquisisce di per sé una componente di apprendimento ineludibile. I tre progetti che costituiscono Aula permanente sono un’azione di risignificazione e scrittura in Campaña contra el Cuarto Cinturón [Campagna contro la quarta cintura], che riconsidera l’azione collettiva come posizionamento critico e, contemporaneamente, come coinvolgimento personale nella definizione del territorio; un invito rivolto ai relatori che hanno partecipato alle giornate Repensar Barcelona [Ripensare Barcellona] affinché rinominino, reinterpretino e ripensino concetti quali potere, spazio pubblico, assemblea o ecologia urbana ormai svuotati di contenuto; per concludere, un Cuaderno pedagógico [Quaderno pedagogico], pubblicazione che aspira a riscrivere la costruzione sociale autonoma partendo dai processi dell’avanguardia pedagogica in Catalogna.

[email_link]
[print_link]